Storia

La rinascita del branco

Dopo un periodo piuttosto lungo in cui i Lupi si sono lasciati andare ad una pausa di riflessione è nel 2010 l’anno in cui nell’organico torna a muoversi qualcosa.

Diventata un’associazione giovane punta a raggiungere obbiettivi sportivi di alto livello prima nell’ambiente “casareccio” e poi chissà: insomma fin dove le situazioni e lo spirito di squadra ci porterà.

Al momento disponiamo di un vivaio giovanile ben nutrito, diciamo da un discreto “branco” di lupacchiotti, ma sarà il tempo a mostrare chi di loro avrà dentro di sé la voglia e la costanza per proseguire insieme il nuovo percorso associativo di questa sorta di “rigenerazione”.

Sono passati un po’ di anni infatti dalla nascita di questa realtà valtiberina: che fu all’epoca un pioniere che si avventurava in un territorio tutto nuovo.

Pregiudizi e curiosità furono sicuramente le prime esperienze a cui dovemmo far fronte: tra chi ci additava come guerrafondai o bambini troppo cresciuti e chi invece con timore aveva, diciamo, il coraggio di avvicinarci e scoprire qualcosa di più su di noi che non fosse il solito luogo comune.

All’epoca, io che scrivo, avevo solo quindici anni e per me queste erano solo preoccupazioni da grandi: oggi realizzo quanto il contributo di Alessandro Puleri, Mario Bernardini e Matteo Lanzi (solo per citarne alcuni, ma la lista è davvero lunga) sia stato importante per tenere in piedi una struttura associativa all’epoca troppo fragile per aver possibilità di resistere da sola a quelle tempeste mediatiche a cui eravamo tutti sottoposti.

All’inizio di questa bella avventura eravamo solo un gruppo di amici che amavano ritrovarsi la domenica per scherzare e scambiarci qualche pallino in compagnia in mezzo alla natura, ma con il passare del tempo divenne evidente la voglia di avere qualcosa in più: di raggiungere nuovi obbiettivi e qualifiche al di fuori della notra bella realtà valtiberina.

Ma come tutti ben sappiamo più si cresce più gli impegni professionali o privati prendono sempre un maggior spazio e così questo grande salto è stato fatto solo in parte nel corso di questi numerosi anni.

Lungimirante fu però l’idea del nostro primo consiglio direttivo dando la possibilità di iscriversi anche ai ragazzi non maggiorenni, ma che avessero compiuto il sedicesimo anno di età: andando incontro per primi anche in ambito nazionale a schierare tra le proprie fila degli adolescenti , che già all’epoca non erano pochi ed io tra loro.

Così solo qualche anno fa tra noi Lupi veterani di mille domeniche si presentarono le nostre nuove e giovani leve: alcune delle quali con lo stesso spirito di perseveranza hanno saputo prendere in mano con orgoglio la staffetta passata dagli ormai stanchi e vecchi Lupi che a loro volta hanno lasciato sempre più spazio ai nuovi ragazzi.

“Il lupo cambia il pelo ma non il vizio”

Perfetta frase che in sé racchiude quella volontà di cambiamento della nuova generazione: sempre attaccata alla nostra storia associativa passata, ma pronta con la spinta dell’entusiasmo a proseguire il cammino e portare la nostra bandiera in un posto abbastanza alto al momento nella realtà regionale e del centro Italia.

Il cammino sarà certamente lungo e faticoso, ma con la volontà loro e con la testimonianza di quei vecchi lupi rimasti ancora sul campo, sarà perfettamente alla nostra portata.

Vorrei anche salutare i Lupi casentinesi con cui un amore/odio sulla loro o sulla nostra vicinanza alla provincia aretina ci ha permesso di portare la nostra realtà al di fuori della nostra bella valle in un’altra location naturale e ambientale tra le più famose d’Italia: il Casentino per l’appunto.

Con questo ringrazio anche le altre associazioni presenti sul nostro territorio: sempre gentili e cordiali con noi e sempre disponibili per qualche combat in amicizia. Tengo perciò a segnalarvi la presenza nel territorio anche dei
I Cinghiali del Colle di Anghiari e degli Assetati di Citta’ di Castello
che insieme a noi costuiscono l’organizzazione “Valtiberina Soft Air”: una realtà interassociativa che punta a creare in ambito locale una realtà forte e ben definita e il raggiungimento di obbiettivi comuni, pur mantenendo tutti la propria libertà operativa e associativa.

Il Segretario A.S.D.L.A
Umberto “Jolly741” Canosci

Le origini del branco

Un po’ per caso e un po’ per gioco, come succede la maggior parte delle volte, in una sera a casa di un nostro amico è saltata fuori la frase fatidica: “pensa che gusto giocare a soft air??” e poco a poco, pistola dopo pistola, fucile dopo fucile, fregature e sgranature varie ecco che un numero sempre più consistente di giovani ragazzi passano la proprie domeniche (mai senza prima aver discusso con le rispettive ragazze) a darsi la caccia tra i meravigliosi boschi che caratterizzano questo stupendo spicchio di Toscana.

Come abbiamo già detto siamo un gruppo di ragazzi con età che va dai 16 ai 35 anni, un gruppo giovanissimo ma già ben organizzato; una associazione sportiva riconosciuta, una efficiente struttura organizzativa, dei tecnici per la manutenzione delle armi ma soprattutto tanti e stupendi luoghi per andare a giocare.

Come abbiamo detto prima a proposito dei luoghi dove andiamo a giocare, faremo una piccola descrizione di ciascuno.

foto di gruppo

Primo, sia per bellezza che per valore morale per la nostra compagnia si chiama Vesina, una località che si estende sopra al famoso eremo di Montecasale che va dal poggio di Sportino al poggio della Lupa fino alla Rocca, sconfina in Umbria e arriva a Fiume; in questo territorio è compreso un po’ di tutto, case diroccate, mulattiere, torrenti, prati e brughiere. La vegetazione comprende tutti i principali tipi di arbusti della macchia mediterranea.

Il campo dista da Sansepolcro circa 8 Km ed è facilmente raggiungibile in auto. Si dice che in questo territorio vi sia anche la presenza di lupi, e la possiamo confermare (chiedete ad Andrea F.!!). Questo è un fondo privato, che ci è stato concesso molto gentilmente dalla famiglia Monti.

Un altro territorio dove facciamo le nostre scorribande domenicali si chiama Prati Alti.

Il nome la dice lunga sul tipo di terreno; la vetta di questo monte offre una vista suggestiva di gran parte della Valtiberina Toscana ed umbra. Questo campo presenta meno tipi di vegetazione rispetto a Vesina, ma è lo stesso un ottimo luogo dove ambientare diverse tipologie di gioco.

Anche questo campo è abbastanza vicino a Sansepolcro (circa 10 Km), benché da dove si lascia la macchina a dove si gioca c’è una bella salita che serve per scaldare i muscoli!! Questo è un fondo demaniale e l’autorizzazione ci è stata concessa dalla Comunità Montana Valtiberina Toscana.